“L’ora blu” di Isabella Sommati e Katia Morichetti
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“L’ora blu” di Isabella Sommati e Katia Morichetti

Si tratta di una questione fisica: durante l’Ora Blu la luce rossa non raggiunge
ciò che vediamo e viene catapultata direttamente nello spazio.
La luce blu viene invece dispersa nella nostra atmosfera e si posa sulle cose.
L’ora blu, in realtà, dura meno di un’ora: dura più o meno quaranta minuti.
In quei quaranta minuti si spandono tutti i tipi di blu.
Chiunque osservi bene ciò che accade sa che non esiste un solo tipo di blu:
c’è il blu del cielo, il blu del mare, il blu dei palazzi,
il blu delle persone, il blu delle strade, il blu degli alberi.
Blu scuro.
Blu lavanda.
Blu grigio.
Blu melanzana, di quando quasi piove.
Blu ramato, proprio dei tramonti.
E il blu del mare, che quando si rispecchia nel blu del cielo, genera l’infinito.
– Katia Morichetti –
L'ora del ritorno © IsabellaSommati

L’ora del ritorno © IsabellaSommati

L'ora del ritorno © Katia Morichetti

L’ora del ritorno © Katia Morichetti

L'ora del ritorno © Katia Morichetti

L’ora del ritorno © Katia Morichetti

L'ora del vento © Isabella Sommati

L’ora del vento © Isabella Sommati

L'ora del vento © Isabella Sommati

L’ora del vento © Isabella Sommati

L'ora del vento © Katia Morichetti

L’ora del vento © Katia Morichetti

L'ora della calma © Isabella Sommati

L’ora della calma © Isabella Sommati

L'ora della calma © Katia Morichetti

L’ora della calma © Katia Morichetti

L'ora della calma © Katia Morichetti

L’ora della calma © Katia Morichetti

L'ora della fuga © Isabella Sommati

L’ora della fuga © Isabella Sommati

L'ora della fuga © Isabella Sommati

L’ora della fuga © Isabella Sommati

L'ora della fuga © Katia Morichetti

L’ora della fuga © Katia Morichetti

 

“Forse i sogni sono i ricordi che l’anima ha del corpo”
(José Saramago)

Una volta – ci conoscevamo da poco – una scrisse sotto la foto dell’altra “Vedo che usi colori desaturati, ed è strano: io sono buia dentro, tu no.”
L’altra ha pensato: “Ma che dice questa? Io sono buia dentro. Lei no.”
Poi avevamo le foto.
Matrimoni, ritratti di persone care o di sconosciuti, persino manifestazioni di strada, spiagge, piccole cose, fiori.
Cosa univa tutto questo? La ricerca del particolare stonato, incomprensibile.
Di ciò che si vede con la coda dell’occhio prima che scompaia.
Dello sguardo, dell’oggetto, della situazione misteriosa, noir.
Del simbolo esterno di qualcosa che si ha dentro, dentro il famoso buio che ognuna si attribuiva.
Di qualcosa d’inespresso che cerca un canale qualsiasi.
La ricerca della Bellezza.
Abbiamo passato ore ed ore a dirci che occorreva un qualcosa che chiamavamo “bellezza”.
Tirando le somme, ognuna sognava.
Perché tutti i sogni sono misteriosi, e questo è il loro bello.
A  volte  sono  molto  misteriosi,  a  volte  sono  dei  rebus:  oggetti  clamorosamente  fuori  posto, persone di tempi diversi che siedono insieme. Il rebus ha una soluzione, i sogni non ne hanno.
Che significato si può dare ad un sogno? Uno qualunque. Perché il sogno è perfetto nel mondo che costruisce da sé, un mondo completo di passato, di presente e di futuro.
Un sogno corregge i dettagli che nella realtà non tornano, un sogno scombussola ciò che ci sembra perfetto.
Ognuno sogna ciò che intimamente lo riguarda.
Si dice che un sogno duri solo un attimo ma, in quell’attimo, tutta una vita può essere vissuta.
Si può soffrire, morire, essere immensamente felici. Quindi qual è la realtà più vera: quella che viviamo o quella dei sogni?

– Katia Morichetti –

CREDITS

Photographers:
Isabella Sommati www.isabellasommati.com
Katia Morichetti www.katiamorichetti.it

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