35 euro per 365 giorni. Un anno in un’unica tariffa per tutti i musei civici di Milano, alla ricerca di una nuova “sostenibilità”

(Exibart.com) Roma, 7 gennaio 2014 – Castello Sforzesco, Museo del Novecento, del Risorgimento e Archeologico. E poi Acquario Civico, Galleria d’Arte Moderna e tutte le case Museo. Il conto lo fa Milano, che lancia come prima good news dell’anno la messa in opera di una card (35 euro all’anno e ingressi illimitati) per i suoi musei civici. Uniformando i sistemi di biglietteria, portando le macchinette anche laddove (leggi GAM) non ci sono. Oltre ai poli già elencati, ad entrare nel circuito per i milanesi più appassionati, e non solo, saranno anche il Museo di Storia Naturale, la Casa museo Boschi-Di Stefano, Palazzo Morando e lo Studio Museo Francesco Messina.
«C’è una richiesta di cultura crescente, qualcosa di simile al bike sharing» ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Un paragone azzardato? Non proprio, se si considera che a Milano le biciclette “in comune” hanno avuto un’impennata vertiginosa nell’ultimo anno, quando l’estensione dell’orario d’utilizzo è stato portato a mezzanotte, e nella fascia estiva fino alle 2 del mattino. Curiosa coincidenza, l’abbonamento ai musei milanesi costerà esattamente come un annuale al bike sharing. Sono le due facce di una Milano che, nel suo essere perennemente soffocata non solo da sé stessa ma anche dalla concorrenza di altre città, europee ma anche italiane, sembra di nuovo sul piede di guerra, pronta a riprendersi nuove fettine di pubblico, lanciando possibilità. E aspettando che il pubblico abbocchi all’amo.
Altra novità è che il prezzo dei biglietti singoli dei musei civici sarà unico, adeguato ai 5 euro d’ingresso che si chiedono al Museo del Novecento, mentre nelle case museo ingresso ancora gratis. Una moratoria che l’Assessore alla Cultura ha definito un “adeguamento Istat”.
«La tessera annuale, rivolta soprattutto ai cittadini, ci servirà anche come sperimentazione per una card dedicata ai turisti. Sarà valida per due o tre giorni e integrerà l’utilizzo dei mezzi pubblici con l’ingresso ai musei.  È necessario riconoscere un principio: l’offerta culturale di una città deve essere sostenibile e la sostenibilità passa anche attraverso una politica di tariffe adeguata» chiude Del Corno.
Una possibilità culturale “leggera” in una “deriva” per raccontare Milano anche attraverso le sue “nicchie”, come andare in bicicletta!

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