Mostre: il pittore Fabio Colussi a Trieste (2-31 dicembre)

Mostre: il pittore Fabio Colussi a Trieste (2-31 dicembre)

DOVE: Salone d’Arte Contemporanea – Via della Zonta 2 – Trieste
QUANDO: 2 – 31 dicembre 2017
ORARIO: da lunedì a sabato 10 – 12 e 16.30 – 19/ domenica chiuso
A CURA DI: Marianna Accerboni
CATALOGO: si
INFO: 335 6750946 – 348 8965899

"Momento magico" © Fabio Colussi

“Momento magico” © Fabio Colussi

 

FABIO COLUSSI: DA SABATO 2 DICEMBRE 2017 LA MOSTRA PERSONALE DEL PITTORE TRIESTINO AL SALONE D’ARTE CONTEMPORANEA DI TRIESTE

Mentre a Bruxelles la personale di Fabio Colussi sta riscuotendo grande apprezzamento nella sede della Regione FVG, sabato 2 dicembre alle 18 l’artista inaugura al Salone d’Arte Contemporanea di Trieste (via della Zonta 2) un’altra rassegna dedicata al tema prediletto della veduta marina, che sarà introdotta sul piano critico dalla curatrice Marianna Accerboni: in mostra una ventina di oli su tela e su tavola inediti, realizzati con grande maestria tra il 2015 e il 2017.

In questa esposizione – scrive Accerboni – Colussi ricostruisce con delicata e calibrata vena lirica il fascino del mare della sua città, Trieste, accostandolo a quello di Venezia. La medesima, sottile inclinazione neoromantica, intrecciata a una personale e sensibilissima vena cromatica e a una grande abilità tecnica, caratterizza le sue vedute. Così l’artista sa catturare l’ineffabile luce del nostro golfo e quella magica della Serenissima, consegnandoci un angolo di mondo, in cui poter sognare ancora, grazie al prezioso virtuosismo di questo poeta del paesaggio. Fino al 31 dicembre (orario: lun – sab  10 · 12 e 16.30 · 19, domenica chiuso / info 335 6750946 – 348 8965899).

Memore di una vena neoclassica, che appartiene culturalmente a Trieste, l’artista prosegue in modo del tutto personale l’antica tradizione di pittori e vedutisti attivi a Venezia nel ‘700 quali Francesco Guardi e Canaletto, vicino al primo per ispirazione poetica e al secondo per l’interpretazione più razionale dei luoghi. Ma, agli esordi, Colussi ha guardato anche ad altri artisti, in questo caso giuliani, come Giuseppe Barison, Giovanni Zangrando, Ugo Flumiani e Guido Grimani, tutti in un modo o nell’altro legati alla grande tradizione pittorica e coloristica veneziana, che rappresentava un importante punto di riferimento, nel secondo ottocento e nel primo novecento, accanto all’Accademia di Monaco, per i pittori triestini.
Altro fulcro fondamentale fu infatti per loro anche la cultura austro-tedesca. E non a caso nelle opere di molti di questi, così come in quella di Colussi, compare spesso una luce azzurro-grigia, che più che un colore rappresenta un’atmosfera, una sorta di evocazione di quello “sturm und drang” (tempesta e impeto), che nel mondo germanico pose le basi del Romanticismo: punti di riferimento che costituiscono delle interessanti chiavi di lettura della pittura dell’autore triestino, in particolare per quanto riguarda la sua interpretazione del tema della veduta marina, che sa rivisitare attraverso intuizioni, luminosità e ispirazioni che alludono istintivamente anche alla cultura visiva mitteleuropea. 
Dotato di un talento naturale, che ha saputo coltivare nel tempo con passione e tenacia, Colussi è riuscito a delineare una propria maniera intensa e precisa, ma nel contempo sobria ed essenziale. Che fa vivere il paesaggio soprattutto della luce (diurna o notturna che essa sia), ottenuta attraverso ripetute e raffinate velature e un cromatismo deciso ma morbido.
Equilibrio e sensibilità caratterizzano i suoi dipinti, nei quali il pittore sa legare molto armoniosamente il linguaggio del passato con le esigenze di linearità di quello moderno. Ne escono delle vedute marine spesso incorniciate da luminosi paesaggi urbani,   composizioni che poggiano la loro veridicità sulla storia e sulla luce e in cui le antiche e raffinate architetture si fondono con un cielo e un mare intensamente azzurri, che riflettono e suggeriscono, sempre mediante la luce, un senso di pace e atarassia.
Fabio Colussi nasce nel 1957 a Trieste, dove vive e opera. È in un certo senso autodidatta, poiché si è formato studiando i grandi pittori triestini del passato, sospesi tra la lezione artistica della pittura veneziana e quella proveniente dalla cultura mitteleuropea. Dipinge i primi acquerelli a 4 anni, i temi sono paesaggi, boschi e figure realizzati anche a pastelli a cera; più tardi approccia la tempera e l’acrilico, per poi passare nei primi anni novanta all’olio su tela e su tavola, tecnica ora prediletta, che non ha più abbandonato. Per realizzare i suoi lavori, trae spunto dagli schizzi annotati su un taccuino che porta sempre con sé e che talvolta sono implementati, per quanto riguarda le architetture, da appunti fotografici.
Colussi è presente con le sue opere in collezioni private in Italia e all’estero (Stati Uniti, Germania, Spagna e Australia). Ha esposto a livello nazionale ed europeo.

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