Esce oggi il libro “9 visions instantanées” di Walter Fantauzzi

(CS) Roma, 25 ottobre 2013 – In occasione dell’uscita del libro “9 visions instantanées” del fotografo romano Walter Fantauzzi, proponiamo ai nostri lettori in esclusiva un’intervista all’artista realizzata da Laura e qualche immagine in anteprima speciale.

Potete trovare il libro in vendita su Amazon.com e Lulu.com o al seguente link
Buona lettura e buona visione!

La copertina del libro

La copertina del libro

Nella tua introduzione al libro parli di ispirazione cinematografica e musicale: in che modo hanno influito queste arti  nella tua fotografia?

In modo incisivo e viscerale. Ascolto spesso musica durante il viaggio tra ufficio e casa, sotto la doccia, e quando lavoro (in questo caso su ogni set é d’obbligo una colonna sonora opportuna). Tra l’altro sono un ex musicista di una band per cui anche la musica fa parte delle mie doti artistiche. Per quanto riguarda il cinema, il film “Il cielo sopra Berlino” mi é entrato dentro come un martello. Lo avevo già visto anni fa, perdendone l’essenza, ed ultimamente riguardandolo (in un mio momento della vita molto delicato) mi ha aperto la mente su uno  shooting non convenzionale. Quest’ultimo é stato l’innesco che mi ha fatto partire per Parigi dove ho realizzato una serie di scatti unici.

Quali sono i concetti fondamentali di questo tuo lavoro così importante?

É una retrospettiva, del mio io in un determinato momento della mia vita. Il lato del fotografo entra nella scena anche se non lo si vede. Entra violentemente in ogni fotografia… Ne esaspera le Linee ed i concetti… Creando quella foto sequenza semplice ma mai banale. Ho usato il volto di 9 donne per esprimere dei concetti personali, e lo si evince da come la fotografia é nettamente diversa nello stile e nei canoni dei miei lavori precedenti.

9 Visions instantanées

9 Visions instantanées

Si vede che c’è qualcosa di personale dentro questo libro, e non è facile esprimersi attraverso una macchina fotografica. Ho avuto modo di visionarne un’anteprima speciale e ho riscontrato molto di più che una semplice esposizione di immagini. Quindi ti chiedo con quali sentimenti hai realizzato questo libro?

Sentimenti? Più che altro un mare magno di emozioni… Non certo positivi nel complesso, ma pieni di speranza. Non nego certo una gran paura nell’aver dovuto affrontare un “io” più che elementi di tecnica fotografica. Accettare quello stato d’animo prima di tutto, per poi trasformarlo in un lavoro alla portata di tutti.

Puoi raccontarci con quale criterio hai scelto la città nel quale hai fatto i vari shooting? Ha un significato particolare per te?

Si, molto particolare. É li che nel 2003 per la prima volta sono stato a contatto con un fotografo/artista unico nella sua grande umanità. Da foto amatore ne sono rimasto affascinato, ed é lì che si é sviluppata questa grande passione per le immagini. Il tutto poi ha avuto una evoluzione naturale, fino al 2009 quando ho deciso di frequentare delle scuole di fotografia per diventare un giorno, un professionista. Ed é quindi, per una pura legge del caso (qui uso un tono ironico), che mi sono ritrovato dieci anni dopo, nella stessa città , ospite del mio caro amico fotografo Mitko Androv, a ripartire da zero.

9 Visions instantanées

9 Visions instantanées

Ho notato, ad una prima occhiata, una simmetria e un’attenzione ai particolari nelle fotografie. Mi sbaglio oppure è stato tutto progettato da te? Risulta esserci uno studio dietro ogni foto che però ha la particolarità di non sembrare troppo artefatto.

Hai carpito perfettamente l’essenza di questo progetto. Ho impiegato 3 mesi per progettare tutto al meglio, per evitare errori o disattenzioni. Molte sono state le videochat con le modelle per farle sentire parte unica di questa idea, L’idea di essere se stesse.

Molto lavoro é stato fatto sui rapporti interpersonali, e tantissimo sulla scelta delle location, ognuna con un significato particolare. Non volevo una Parigi scontata nè tantomeno sbilanciare i pesi delle informazioni visive. Per esempio, una Torre Eiffel troppo nitida avrebbe divorato (visto il grande impatto emotivo della struttura sul nostro subconscio) l’intero set o addirittura l’intero lavoro. Volevo far percepire gli ambienti e la location, mantenendoli confinati in un luogo che non fosse superiore ad una “quinta visiva”. Ho voluto che l’osservatore avesse una totale naturalezza nelle visione delle foto, come se fosse lui a farle in quel momento.  Ho quindi evitato composizioni a favore di tali elementi strutturali ed architettonici, avvalendomi di loro solo per alcuni richiami alla città.

Alcune foto sono abbastanza audaci. Ti è mai capitato di dover fare i conti con delle critiche a riguardo? In particolare per le immagini di questo libro? E cosa vogliono comunicare le modelle oltre alla passione?

Molto audaci, credo. Ma il tutto è servito a creare quell’altalenanza di emozioni in intervalli ben precisi. La sequenza delle foto non è lasciata al caso. Tutto ha un ritmo ed una metrica.

Sì, spesso vengo criticato in generale per questo tipo di foto. Ma per quanto riguarda il libro, critiche  negative non ci sono state, neanche da parte delle case editrici che lo hanno visionato. Anzi il tutto è stato accettato con grande armonia. Non v’è del volgare nelle immagini, seppur molto forti in alcuni punti. Per quanto riguarda le modelle, loro trasmettono le sfaccettature dell’universo femminile: erotismo, amore, sensualità, delicatezza, passione, tristezza. Elementi, quindi, del tutto naturali ma forti di quella padronanza di cui solo la donna ne ha le redini.

9 Visions instantanées

9 Visions instantanées

C’è un filo conduttore che riguarda i vari set, anche se ognuno di essi appare diviso con un titolo proprio?

Certamente, sono 9 visioni istantanee. Per questo ogni capitolo è aperto da una Polaroid (che per antonomasia è la foto istantanea universale), legate da un filo conduttore: le emozioni personali. Se un giorno chiedessero un mio ritratto, questo libro ne sarebbe l’immabile più a fuoco.

Laura Cannistraro – www.ArtAbout.it

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3 Comments

  1. Trackback: Walter Fantauzzi Interviews about my 1th Book "9 visions instantanées" on Artabout.it | Walter Fantauzzi

  2. nimportepas October 25, 2013

    “C’est une illusion croire que les photos sont prises avec un appareil photo …. elles sont prises par vos yeux, votre coeur, votre tête.” Henri Cartier-Bresson

  3. roberto October 25, 2013

    the best one!

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