“Indifferentia” di Mirko Frignani

“Il comportamento perfetto nasce dalla completa indifferenza.” Cesare Pavese
Quotidianamente affrontiamo delle scelte. Poniamo la nostra attenzione a ciò che ci capita davanti e a ciò che ci interessa a cui spesso consegue un giudizio o una scelta. La parte sfocata di queste scelte, cioè quella non messa a fuoco, è l’indifferenza. A volte è una scelta consapevole: “L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza.” Liliana Segre. Altre volte è frutto di un processo naturale che ci porta a scegliere una strada piuttosto che un’altra in quanto in quest’ultima non troviamo una differenza tale da provocare in noi interesse e rimane perciò come nello sfondo sfocato di una foto. L’indifferenza va sempre contestualizzata. La mia riflessione parte da una frase che spesso mi sono sentito chiedere: “quando e come hai fatto coming out?”. Io non ho mai fatto coming out, non ne ho mai sentito l’esigenza e non ne ho avuto bisogno. Pensandoci in effetti io non ho mai chiesto a un amico etero come fosse andato il suo coming out. Quando un omosessuale non avrà più bisogno di fare coming out allora avremo a che fare con una società evoluta in cui il pensiero (vera differenza tra noi e gli animali) acquisirà un ruolo fondamentale. In tutto ciò ho pensato all’indifferenza come uno strumento per superare i limiti che pregiudizi e ignoranza creano in tutte le culture. L’idea utopica che l’indifferenza nei riguardi di colore della pelle, luoghi di provenienza, gusti sessuali, handicap e tutte le diversità sia più forte dei pregiudizi e che ci spinga a guardare oltre lasciando sfocato le differenze e spingendoci a una forma di pensiero inclusivo. La differenza sta negli occhi di chi guarda.

Mirko Frignani ha 36 anni ed è originario di Montecchio Emilia in provincia di Reggio Emilia. Fin da piccolo è stato attratto dalle storie e dalle immagini. Ha iniziato nel 2007 lavorando in uno studio fotografico a Reggio Emilia dove da autodidatta ha imparato a scattare. Lo studio collaborava con il Giornale di Reggio e Mirko si occupava dei servizi di cronaca sul territorio reggiano. Nel 2010 si è trasferito a Milano dove ha cambiato completamente settore e si è laureato in moda alla Nuova accademia di belle arti (Naba). Ha affiancato e collaborato con la
fotografa Agnes Weber dal 2011 al 2016. La fotografia da sempre molto presente nella sua vita e nelle sue attività si è evoluta dalla morte del padre nel dicembre 2017. Mirko ha dato alla fotografia un altro ruolo nella sua vita: gli ha permesso di raccontarsi e di raccontare ciò che a parole non era mai riuscito a dire. Il 2019 è stato un anno determinante per il suo lavoro. Ad aprile la sua prima personale presso l’Ex-macello di Montecchio Emilia dal titolo “Non resta che guardare il cielo” curata da Juliana Curvellano e Fabian Albertini inserita nel circuito off di Fotografia Europea 2019: una mostra intima in cui l’artista ha potuto confrontarsi con più media: dalla fotografia alla scultura passando dai collage alle installazioni. Ha un master in fotografia contemporanea diretto da Mustafa Sabbagh presso Spazio Labò a Bologna (settembre 2020). Grazie al maestro Sabbagh ha capito quanto la fotografia limitasse il suo lavoro perciò ha intrapreso un percorso artistico dove le immagini sono solo una parte dei suoi progetti. Un percorso affascinante e ricco di poesia che lo arricchisce e lo sprona a mostrarsi e a raccontare quel poco che finora ha capito dalla vita. Ad oggi vive e lavora tra Montecchio Emilia e Milano.

CREDITS
photographer: Mirko Frignani
+39 3487945438
mirko.frignani@gmail.com
www.mirkofrignani.com

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