“Noises off” di Stefania Sammarro

Il sipario è calato, sono sola.
Poso la maschera, piango.

Un non luogo, un’identità senza memoria: il teatro. Un edificio per molti, dove si va per riconoscersi o evadere. Il nero dorato incanta e il volto buio delle pareti acquista un non senso. L’abbandono, il sonno, il distacco e l’assenza. Due anime sognatrici si svegliano, si toccano e si sussurrano parole sconosciute. Davanti ai palchetti vuoti, il concreto prende forma. Nell’immensità di questo luogo tutto si fa scena, tutto diventa maschera.

© Stefania Sammarro
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