“L’Aquila. Broken pieces” di Michele Rallo

Il progetto fotografico, realizzato nel settembre 2014, è stato ideato con l’unico e primario intento di portare a termine una nuova, dettagliata, ricognizione fotografica di stile documentaristico riguardo lo stato attuale della situazione nei luoghi colpiti dal sisma del 2009.
Scatti realizzati interamente e volutamente in bianco e nero, attraverso un processo editing che ne ha accentuata la “marcatura” a contrasto. Ciò che volevo esprimere in tal modo era il senso di oscurità e silenzio che si prova addosso muovendosi all’interno del centro storico stesso.
Non è stato semplice scegliere un “nome” da assegnare al progetto. In genere, è un qualcosa a cui “penso dopo”, dopo aver portato a termine il lavoro, il servizio, gli stessi scatti. Tuttavia, talvolta accade che le cose nascono per caso, nella mente, partendo da ciò che gli occhi assorbono, elaborano, trasmettono a cuore e cervello. Un titolo secco, diretto, “Broken pieces”, “pezzi rotti”, perché è esattamente quel che, camminando per le vie del centro storico della città, si nota. Tanti piccoli grandi pezzi rotti. Dettagli, prima ancora che interi edifici puntellati e pericolanti. Perché forse sono più le cose piccole che colpiscono, e non tanto come verrebbe facile immaginare, ciò che è grande.
Si passa dunque ad osservare, ed interpretare qualcosa che un tempo, fino a qualche anno fa, era parte integrante della vita locale, usanze, abitudini. Di quel che semplicemente costituiva la “normalità”.
Documentare tutto ciò che non esiste più, ogni singolo “pezzo rotto”, vuole idealmente ricostruire la sua forma iniziale. “Mettere assieme i pezzi”, per ridare a questo puzzle ideale, un’immagine di ripristino. Ciò purtroppo al momento non è possibile se non con immaginazione. La situazione della ricostruzione appare come sospesa in una fase di stallo, nella quale lavori di mantenimento strutturale sembrano aver superato i lavori di eventuale ricostruzione.
Ci si sente stretti, come oppressi nel respirare, osservando quelle grandi e potenti “cinture” d’acciaio. Quei cavi, quelle impalcature, quelle strutture in legno a sostegno di archi, cornicioni, varchi. Colpisce interiormente, in modo positivo, notare le persone passeggiare nelle vie, nei vicoli; c’è una sorta di aria di normalità, forse spontanea, forse imposta a se stessi, che impedisce di fatto alla città di assumere un aspetto del tutto spettrale ed isolato.
Ho limitato il mio reportage fotografico alla città de L’Aquila, pur avendo avuto modo di spostarmi in ulteriori zone, come Paganica, Onna, frazioni dove il sisma riversò gran parte della sua potenza estremamente distruttiva. Luoghi dove attualmente sono stati allestiti “campi abitativi” attraverso la realizzazione di “Map” (moduli abitativi provvisori), dove non esiste più alcuno, o quasi, degli edifici originali prima del sisma. Ho ritenuto giusto, emotivamente, di non procedere alla realizzazione di scatti in quelle zone.
E’ il secondo anno che mi reco nel cuore del sisma. E non sarà l’ultima volta. Immagini con cui vorrei far riflettere. Immagini attraverso cui vorrei far sì che non si dimentichi. Immagini da cui stabilire un punto di avvicinamento ulteriore. Tra le persone di regioni diverse. Nonostante il tempo già trascorso.
Michele Rallo

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Credits & Contacts

Photographer: Michele Rallo

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